La Cappella Palatina - Palermo - Sicilia Turismo e Notizie

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La Cappella Palatina
La costruzione della Cappella del Palazzo Reale fu voluta da Ruggero II, subito dopo la sua incoronazione del 1130. In essa si riscontrano l'incontro e la miscelazione di culture molto diverse tra loro sotto il piano architettonico e decorativo, nella sua realizzazione vennero coinvolte infatti maestranze bizantine, islamiche e latine.

La Chiesa, dedicata a San Pietro Apostolo, ha una pianta formata da elementi bizantini e latini insieme che creano un unicum architettonico potenziato dagli apparati musivi. L'immagine del Cristo Pantocratore domina nella cupola mentre tra i mosaici più antichi si possono ammirare, nel presbiterio, scene del Nuovo Testamento, tra le quali spicca il battesimo di Cristo, un'opera unica nel suo stile. Nelle navate laterali, decorate probabilmente sotto il dominio di Guglielmo I (il malo), sono narrati eventi della vita di San Pietro e di San Paolo, mentre nella navata centrale sono raffigurate scene dell'Antico Testamento. Il soffitto invece è stato pitturato con una pregevole e rarissima tecnica eseguita dalle maestranze arabe.

I mosaici della facciata d'ingresso furono eseguiti più avanti, nel XIX secolo, sotto Ferdinando III di Borbone ed anche la porta d'accesso a due battenti in legno di noce, con intarsi e rilievi, fu eseguita nel XIX secolo ad opera dello scultore siciliano Rosario Bagnasco.

Sulla parete a sinistra, prima dell'ingresso alla Cappella, vi è posta l'iscrizione datata in latino (1142), greco (6650) e arabo (536) a ricordo dell'orologio idraulico voluto da Ruggero II, testimonianza della mescolanza di civiltà diverse e del rispetto tra diverse culture nella Palermo normanna.

Accua e fuocu, racci luocu.
Ad acqua e fuoco, dona luogo (spazio).
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