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Catania - Il Castello Ursino

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Catania - Il Castello Ursino
Il Castello Ursino fu costruito tra il 1239 e il 1250 sotto la direzione di Riccardo da Lentini, per volontà di Federico II di Svezia, in una posizione strategica: un promontorio sul mare. Il Castello, dal 1934 ospita le raccolte civiche, comprese le sezioni archeologiche e la pinacoteca.
Il Castello ha sempre avuto un ruolo militare importante, tuttavia, dal XVI° secolo, con l'avvento della polvere da sparo, il Castello vide sempre più indebolito questo suo ruolo, diventando temporaneamente dimora di viceré, mentre una parte di esso venne adibita a prigione.
Il Castello Ursino - La Storia
Nel 1669, era l'11 marzo, da una frattura della montagna cominciò la più imponente eruzione del vulcano Etna che, dopo aver distrutto orti e casali, arrivò fino alle mura della città, riuscendo a superarle nel lato Nord-Ovest, per dirigersi verso il Bastione di San Giorgio. Il 16 aprile la lava arrivò pure attorno al Castello e, anche se non intaccò la struttura, ne riempì tutto il fossato intorno e allontanò, con la sua lava, la costa dal Castello.
Nel 1693 ci fu invece un terribile terremoto che distrusse gran parte della Sicilia sud orientale e anche il Castello subì una serie di danni alle strutture, tanto che la sua funzione militare venne definitivamente compromessa e abbandonata.
Ristrutturato, rimase come prigione fino al 1838, ospitando le guarnigioni militari piemontesi, nel 1714, e borboniche successivamente. Dal 1930, dopo un radicale restauro, il Castello fu acquisito dal Comune di Catania e trasformato in Museo civico del comune.


Il Castello Ursino - L'architettura
Il Castello Ursino ha una costruzione a pianta quadrata, con i lati di circa 50 metri ciascuno e con quattro torrioni circolari nei quattro angoli, con diametro poco superiore ai 10 metri ed un'altezza di circa 30 metri.
Originariamente il Castello presentava alle sue basi delle scarpate che lo slanciavano dandogli un aspetto decisamente imponente. Oggi esse sono visibili nel fossato del lato sud del Castello grazie agli ultimi scavi effettuati.
Il lato settentrionale è quello principale e appare ben conservato, con quattro finestre aperte in epoca recente, in quanto originariamente non presentava aperture per essere meno vulnerabile agli attacchi dei nemici. Alle sue origini l'entrata al Castello era difesa da un ponte levatoio e da mura difensive i cui resti sono ancora visibili nel fossato di fronte all'entrata.
Il lato sud è molto cambiato nel tempo, data la scomparsa della torre mediana e delle numerose finestre aperte nel tempo. Inoltre, il lato sud del Castello, fino alla metà del XVI° secolo, era direttamente prospiciente la spiaggia e le acque del mar Jonio. Fu l'eruzione dell'Etna che allontanò il mare dal Castello, alzando anche il livello del terreno circostante.
L'ingresso, semplice, si trova nel prospetto nord del Castello ed ha sopra, in una nicchia, una scultura raffigurante un'aquila sveva che afferra una lepre simbolo del potere del sovrano Federico II sulla città di Catania.
Il Museo della Follia al Castello Ursino a cura di Vittorio Sgarbi
Il Museo della Follia a cura di Vittorio Sgarbi, organizzato, presso il Castello Ursino in Piazza Federico II di Svezia a Catania, da Augusto Agosta Tota con la consulenza scientifica del Centro Studi & Archivio Antonio Lugabue di Parma.
Il Museo della Follia a cura di Vittorio Sgarbi
"... Un repertorio, senza proclami, senza manifesti, senza denunce. Uomini e donne come noi, sfortunati, umiliati, isolati. E ancora vivi nella incredula disperazione dei loro sguardi. Condannati senza colpa, incriminati senza reati per il solo destino di essere diversi, cioè individui. Nella storia dell'arte, anche prima dei casi clamorosi di Van Gogh e di Ligabue, molti sono gli artisti la cui mente è attraversata dal turbamento, che si esprimono in una lingua visionaria e allucinata. Ognuno di loro ha una storia, una dimensione che non si misura con la realtà, ma con il sogno. E quel sogno, con piena soddisfazione, ogni oltre tormento, rappresenta".
Vittorio Sgarbi
I ritratti, ritrovati nelle cartelle cliniche di alcuni ex manicomi
I ritratti, ritrovati nelle cartelle cliniche di alcuni ex manicomi, compongono una griglia di oltre cinque metri. Un neon luminoso dona luce e rumore ai pensieri di ciascun volto
La mostra Antonio Ligabue & Pietro Ghizzardi
All'interno del Museo della Follia è presente una sezione espositiva costituita da una grande mostra antologica dedicata a due artisti: Antonio Ligabue, presente con 87 sue opere e Pietro Ghizzardi, con 26 sue opere. La mostra dei due artisti rappresenta una preziosa occasione per conoscere l'inedito e incontrare lo storicizzato, lasciandosi irretire dall'arte di due rappresentanti del Novecento italiano, che con aria allucinata e senso della natura, hanno lottato strenuamente tra le nebbie della follia.
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A luvata ro varduni si virunu 'i custani
Nel togliere il basto si vedono le ferite



 
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