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Benvenuti ai Mazara del Vallo

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La città di Mazara del Vallo
Mazara del Vallo è un comune della provincia di Trapani e conta poco più di 51.000 abitanti. Affacciata sul Mar Mediterraneo, di fronte alle coste della Tunisia e del Nord Africa, Mazara ha visto nei secoli l’avvicendarsi di popolazioni come Fenici, Greci, Cartaginesi, Romani, Bizantini, Vandali, Goti, Arabi, Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi e Borboni. Essa diventa un centro di grande importanza mercantile all’epoca dei fenici, mentre solo nel 2010 è stata riconosciuta come città d'arte e centro turistico. Il suo benessere economico deriva dal turismo, dall’industria alimentare e soprattutto dalla pesca, infatti Mazara ancora oggi è considerata uno dei principali centri per la pesca d'altura e contribuisce al 20% del prodotto nazionale. Tra i monumenti più importanti non mancate di ammirare il Palazzo dei Cavalieri di Malta, il Museo del Satiro danzante, la Basilica Cattedrale che si affaccia sulla Piazza Della Repubblica, dove hanno sede anche il Palazzo Vescovile del XVI secolo e il Palazzo del Seminario vescovile del 1710. Di origine arabo-normanna sono la Chiesa di San Nicolò Regale e la Chiesa della Madonna delle Giummare. Mazara del Vallo, che nel corso dei secoli è stato un importante snodo commerciale del Mediterraneo, purtroppo viene ricordata nelle cronache italiane più per tristi eventi che per il suo valore storico e la sua bellezza. Sotto trovate alcune strutture turistico ricettive dove soggiornare a Mazara del Vallo, dove dormire, mangiare o divertirsi a Mazara del Vallo e dintorni in provincia di Trapani.


Il Satiro Danzante

All'interno delle sue alte mura, volute da Ruggero I Conte di Sicilia, si trova un capolavoro della metallurgia greca: il Satiro danzante, una statua bronzea, prodotto originale dell'arte greca di epoca classica o ellenistica raffigurante un satiro, essere mitologico facente parte del corteo orgiastico del dio greco Dioniso. La scoperta di questa straordinaria opera, così come accadde nel 1972 per i bronzi di Riace, ha nel caso l’origine della sua storia. Il rinvenimento avvenne infatti tra il 1997 e il 1998 durante una battuta di pesca del peschereccio “Capitan Ciccio” comandato da Francesco Adragna che ripesca dai fondali del Canale di Sicilia una gamba di una scultura bronzea. Nella notte fra il 4 e il 5 marzo 1998 lo stesso peschereccio riporta a galla, da 500 metri sotto il livello del mare gran parte del resto della scultura, perdendo però nel recupero un braccio. Il reperto viene consegnato al Museo Civico cittadino e nel settembre 1998 l'Istituto Centrale per il Restauro di Roma prende in consegna i due frammenti della statua per effettuarvi opportuni interventi di restauro. Dopo gli interventi di restauro, il Satiro venne esposto alla Camera dei Deputati e successivamente a Tokyo e al Louvre di Parigi. Fu solo nel luglio del 2003 che tornò a Mazara del Vallo dove prese definitivamente posto in un museo a lui dedicato. Le emozioni che riesce a suscitare nel visitatore il Satiro danzante, molto probabilmente realizzato dallo scultore Prassitele come narrato da Plinio, sono eccezionali: è un'opera che sembra ancora adesso proseguire nella sua danza dopo 2500 anni in un moto infinito e perfetto.
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Tri sunu i cosi ca piacinu: i sordi, a munita e i rinari (Tre sono le cose che piacciono: i soldi, la moneta e i danari)
Di primo acchito sembrerebbe trattarsi di tre diverse fonti di piacere, invece, si esalta solo e solamente il dio danaro, con differenti appellativi (...ma sfacciatamente sinonimi)!




 
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