Sulle manganellate dei poliziotti di cui tanto si parla, per trarne vantaggi evidentemente, vorrei dire la mia - Il Blog di Giuseppe. Testata on line. Blog d'approfondimento delle notizie con particolare interesse per la Sicilia - Borghi e dintorni della Sicilia

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Sulle manganellate dei poliziotti di cui tanto si parla, per trarne vantaggi evidentemente, vorrei dire la mia

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"I manganelli sui ragazzi sono sempre un fallimento" queste le parole del Capo dello Stato. Vero, ma non è un fallimento delle Forze dell'Ordine, avrei aggiunto io. I poliziotti eseguono degli ordini, fanno il proprio lavoro, altrimenti è inutile mettere dei cordoni di militari per difendere un obiettivo, basterebbe mettere un cartello con il divieto di oltrepassare quel limite e delle transenne e poi nessuno parlerebbe di manganelli ma semmai di occupazioni illegali, rotture di vetrine, vandalizzazione di obiettivi sensibili e opere d'arte.

In mezzo al caos delle manifestazioni e dei cortei, a mio avviso, emerge un tema sottostante che non può essere sottovalutato: la manipolazione e la strumentalizzazione dei giovani. Le forze dell'ordine, immerse nella tumultuosa realtà delle proteste, sono sempre più preoccupate per la sicurezza e il benessere dei ragazzi più giovani, spesso mandati in prima linea con intenti provocatori.

Recenti eventi, come quanto accaduto durante il corteo a Pisa e in molte altre realtà, hanno messo in luce una realtà sconcertante: i giovani vengono utilizzati come pedine in un gioco che va ben oltre la lotta per ideali o cause nobili. Quando esiste già in partenza l'intenzione di attaccare i blocchi di polizia predisposti dalle autorità preposte alla sicurezza di obiettivi sensibili, il diritto di manifestare il proprio pensiero passa in secondo piano, quasi non è più un diritto.

Secondo le testimonianze delle Forze dell'Ordine, dietro gli scontri e le provocazioni ci sono spesso individui e gruppi che mirano a destabilizzare e creare disordine. Tuttavia, ciò che ferisce di più non è solo la violenza degli scontri, ma il coinvolgimento dei giovani, che vengono indirizzati verso la strada del confronto fisico e dell'antagonismo senza comprendere appieno le conseguenze delle proprie azioni.

Il Commissario di Polizia di Pisa ha espresso preoccupazione per il coinvolgimento dei giovani, affermando che "questo è il fallimento della cultura della legalità". Queste parole non possono essere ignorate. Indicano una grave lacuna nell'educazione e nell'orientamento dei giovani verso valori quali il rispetto per gli altri e il rispetto delle leggi.

È evidente che la scuola e la famiglia devono svolgere un ruolo cruciale nel contrastare questa deriva. La formazione dei giovani non può limitarsi alla trasmissione di conoscenze accademiche, ma deve includere la promozione di valori etici e civici fondamentali. La responsabilità di insegnare il rispetto per le istituzioni e per la comunità non può essere sottovalutata. Da ex sottufficiale dell'Esercito, dico anche che questo compito, in larga parte, veniva assolto dal servizio di leva prima che venisse abolito, ma oggi qualcuno deve prendersene carico prima che queste situazioni, sempre più frequenti, vadano alla deriva.

È altresì necessario un dialogo aperto e costruttivo tra le istituzioni, le famiglie e la società civile per affrontare questo problema in modo efficace. Le autorità devono essere proattive nell'offrire alternative costruttive e opportunità per i giovani, in modo da prevenire il loro coinvolgimento in attività che possano mettere a rischio la loro sicurezza e il loro futuro.

Inoltre, è essenziale un impegno costante nella promozione di una cultura del rispetto reciproco e della tolleranza. La diversità di opinioni e punti di vista è un elemento fondamentale di una società democratica, ma deve essere accompagnata da un senso di responsabilità e consapevolezza dei propri diritti e doveri.

Infine, è fondamentale smascherare e isolare coloro che cercano di manipolare e strumentalizzare i giovani a fini politici o ideologici. Le forze dell'ordine devono continuare a vigilare e ad agire con fermezza contro coloro che cercano di destabilizzare e creare disordine.

In conclusione, il coinvolgimento dei giovani nei cortei e nelle manifestazioni non dovrebbe essere vissuto come una minaccia, ma come un'opportunità per promuovere il dialogo e l'engagement civico. Tuttavia, è fondamentale che questo coinvolgimento avvenga in un contesto di rispetto per la legalità e per i valori democratici fondamentali. Solo così potremo costruire una società più giusta, inclusiva e pacifica per tutti.




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