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La città di Caltagirone

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Benvenuti a Caltagirone
La città di Caltagirone
Caltagirone fa parte della città metropolitana di Catania dalla quale dista circa 76 km ed è una città antichissima come dimostrano numerosi reperti e documenti numismatici e artistici. Anche Caltagirone fu colpita dal tremendo terremoto del 1693 e furono distrutti molti palazzi, molte chiese e magnifiche opere d'arte. La ricostruzione mantenne comunque l'impianto tardo-rinascimentale rappresentato dalla crux viarum costituita dalla Scala di Santa Maria del Monte in verticale e dalle vie S. Giorgio e S. Giacomo in orizzontale. L'aspetto monumentale del centro storico della città è di una scenografia davvero suggestiva che vale la pena visitare con calma per lasciarsi coinvolgere dalla bella atmosfera sempre festiva.




Caltagirone offre molto ai suoi visitatori, tra le cose più importanti da vedere segnaliamo: la Villa Comunale, con bellissimo giardino all'inglese, decorata da una balaustra con vasi di ceramica colorata. Sempre su via Roma si trova la balconata di Casa Ventimiglia, decorata con bellissime maioliche del '700. Più avanti si trova la Chiesa di San Francesco d'Assisi, con una facciata imponente e la Chiesa di Sant'Agata, sede della confraternita dei maiolicari. In Piazza Umberto I si trova il Duomo di San Giuliano, edificio barocco ristrutturato agli inizi del '900. Tra le cose più notevoli da vedere a Caltagirone, ricordiamo la Scala di Santa Maria del Monte, con i suoi 142 gradini in lava abbelliti dalla decorazione con formelle di maiolica policroma dai vari disegni. In cima alla scala si trova la Chiesa Matrice di S. Maria del Monte. Anche il Carcere Borbonico merita una visita perchè uno dei più interessanti e preziosi esempi di tipologia carceraria settecentesca, oggi sede del Museo Civico. Venti chilometri a sud-ovest di Caltagirone si trova una delle più belle ed estese aree boschive della Sicilia: il bosco di quercia sempreverde di Santo Pietro. Visitate la foresta di Santo Pietro cliccando su questa pagina: Bosco di Santo Pietro di Caltagirone
Se visitate Caltagirone nel periodo natalizio resterete affascinati dall'atmosfera che si respira nel centro storico in questo periodo: i Musei, le Mostre, i Presepi artistici, i Mercatini di Natale, il Presepe Vivente nei Carruggi, la Fiera di degustazione dei prodotti tipici locali e tanto altro dentro il Natale a Caltagirone.
Sotto trovate alcune strutture turistico ricettive dove soggiornare a Caltagirone, dove dormire, mangiare o divertirsi, cosa vedere a Caltagirone e dintorni in provincia di Catania.



Caltagirone e la ceramica: presepi e maioliche famosi nel Mondo
La produzione di Ceramica di Caltagirone è una tradizione millenaria, legata profondamente alla storia della città. Le "quartare" caltagironesi per contenere il miele erano note ovunque, al pari dell'industria del miele di cui parla il geografo arabo. Dalle fornaci di Caltagirone escono ora vasi ornati a rilievo e dipinti, acquasantiere, lavabi, paliotti d'altare, statuette, decorazioni architettoniche per prospetti di chiese, campanili e case private, pavimenti con ornati a grandi disegni.
Ma la vocazione della città alla ceramica è antica di quattromila anni, dall'età neolitica. L'arrivo degli arabi, nell'anno 828 dopo Cristo, resta comunque una tappa cruciale, perchè insieme a loro arriva anche la ceramica policroma invetriata, una tecnica che resiste ancora oggi, legata ad un innesto di colori, un accostamento di blu e di giallo carico che da allora i ceramisti calatini non hanno mai più abbandonato. E' un'eredità araba, non solo a Caltagirone ma un pò in tutta la Sicilia, l'uso della ceramica come decoro di muri di cinta, di portali, di facciate di palazzi e di chiese, insomma come arredo urbano. Di questa cultura della ceramica, frutto di uno stratificarsi plurimillenario di attività e di esperienze, la città è, in un certo modo, un vero museo all'aperto, il cui restauro e la cui riscoperta, anche se non ancora completati, sono già assai avanzati.
La leggenda dei vasi di Caltagirone
Ci sono moltissime storie e leggende legate al periodo arabo-normanno in Sicilia che, ahimè, perfino noi siciliani, spesso ignoriamo. Una di queste è quella legata alle teste di moro di Caltagirone, conosciuta ai più grazie alla collezione Sicily di Dolce e Gabbana (2014) con la quale i due stilisti hanno voluto raccontare la cultura siciliana.
Le teste di moro di Caltagirone rappresentano oggi un omaggio alla Sicilia antica e alla sicilianità. Ma veniamo alla storia legata a questi vasi, famosi in tutto il pianeta.
Si racconta che a Palermo, nel bellissimo quartiere arabo 'Al Hâlisah, meglio conosciuto oggi come la Kalsa, dove un tempo soggiornava il sultano, in un palazzo nei pressi viveva una bellissima fanciulla dalla pelle rosea, paragonabile ai fiori di pesco, che amava passare le proprie giornate a curare i fiori e le piante del suo balcone.
Un giorno si trovò a passare, sotto il suo balcone, un giovane moro che se ne invaghí fino al punto di desiderarla ad ogni costo. Egli non perse tempo e subito le dichiarò il proprio amore. La ragazza, colpita dalla forza, dall'audacia e dalla passionalità di questo giovane, volle ricambiare l'amore dimostrato dal giovane. Ben presto però, la ragazza scoprì che il giovane moro aveva una moglie e anche dei figli e che presto sarebbe tornato in Oriente per ricongiungersi con loro. A questo punto, la ragazza, presa dalla disperazione, durante la notte, mentre il giovane dormiva, decise di ucciderlo e poi con una spada gli tagliò la testa. Della testa del Moro ne fece un vaso e vi piantò del basilico e lo mise in bella mostra fuori nel balcone. Il Moro non potendo più andare via sarebbe così rimasto per sempre con lei. Intanto il basilico, innaffiato dalle lacrime della fanciulla, crebbe rigoglioso destando l'invidia di tutti i vicini del quartiere tanto che, per non essere da meno, si fecero costruire appositamente dei vasi di terracotta a forma di testa di Moro.
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© Foto di Giuseppe Cianci per abcsicilia.com
Il Complesso Monumentale dei Frati Minori Conventuali in Caltagirone
Il Complesso Monumentale dei Frati Minori Conventuali di Caltagirone, luogo tra i più antichi della città, in gran parte sopravvissuto al terribile terremoto del 1693 che tutto distrusse, è stato restaurato e riaperto al pubblico. Il Chiostro, la Biblioteca, l'Archivio Storico, la Cappella Neogotica, tutto viene restituito alla comunità locale e ai visitatori che così possono immergersi nella storia calatina per comprenderne le esperienze spirituali e culturali. E' il luogo dove per secoli si sono santificati i figli di Francesco d'Assisi. Tracce dell'originaria presenza dei francescani sono ancora visibili nel portale sesto acuto in stile gotico, nel lavabo in pietra o nella fontanetta claustrale. Attuale sede vescovile e già sede del Seminario dal 1911, il Complesso è stato per generazioni il luogo in cui chierici e seminaristi hanno deposto la loro vocazione mettendosi al servizio di Dio e degli altri. Il Complesso Monumentale dei Frati Minori Conventuali - Sede Vescovile è visitabile tutti i giorni dal lunedì al sabato dalle ore 09,30 alle 12,30 e dalle 16,00 alle 19,00. E' possibile inoltre effettuare visite guidate per gruppi e scolaresche e realizzare laboratori didattici per studenti in collaborazione alla Biblioteca PIO XI e all'Archivio Storico Diocesano.
Per informazioni:
www.diocesidicaltagirone.it oppure www.itineraridellafede.it
Piazza San Francesco d'Assisi, 9 - 95041 Caltagirone (CT)
Tel. 0933.368611
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U pisu ro mulu l'avi a purtari u sceccu (Il peso del mulo l'ha da portare l'asino)
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