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La città di Chiaramonte Gulfi
Cosa vedere nella città di Chiaramonte Gulfi (RG)

Chiaramonte Gulfi Comune d'Europa immerso nel verde di una freschissima pineta dalla posizione panoramica invidiabile. Chiaramonte Gulfi è definita infatti "il balcone di Sicilia" perchè è possibile godere di immensi panorami sulle vallate circostanti e fino al mare. Caratteristica della cucina di Chiaramonte è la carne di maiale ed in particolare la salsiccia, tanto che ogni anno, il lunedì prima del Carnevale, si tiene la "Sagra della salsiccia".

La città, che deve il suo nome al suo fondatore, il Conte di Modica, Manfredi Chiaramonte, è conosciuta anche come la città dell'olio, ma merita di essere visitata anche per la bellezza dell'ambiente naturale e dei paesaggi.

Inoltre, nel cuore della città, sono collocati sapientemente diversi musei: il Museo dell'olio, dove è possibile ammirare una splendida pressa in legno che reca incisa la data 1614, il Museo Ornitologico, dove è contenuta una raccolta di oltre 600 esemplari rari e significativi per l'ornitologia siciliana, il Museo degli strumenti etnici musicali, la Casa Museo Liberty, il Museo dell'Arte Sacra, il Museo del Ricamo e dello Sfilato Siciliano, il Museo Pinacoteca De Vita e, non per ultimo per importanza, il Museo dei Cimeli Storico Militari.

Da visitare in Piazza Duomo la Chiesa Madre S. Maria la Nova in stile gotico e inoltre, la Chiesa di S. Filippo, l'Arco dell'Annunziata, la Chiesa di S. Giovanni.

Sotto trovate alcune strutture turistico ricettive dove soggiornare a Chiaramonte Gulfi, dove dormire, mangiare o divertirsi a Chiaramonte Gulfi e dintorni in provincia di Ragusa.

Alcune immagini del Museo dei Cimeli Militari a Chiaramonte Gulfi
© Foto di Giuseppe Cianci per abcsicilia.com
Il Museo dei Cimeli Storico-Militari


Nel cuore di Chiaramonte Gulfi, in Piazza Duomo, è possibile visitare il Museo dei Cimeli Storici Militari, dove si trovano più di 900 reperti storici militari, alcuni spontaneamente donati da privati, che ricordano momenti tragici ed eroici dei soldati autori delle trincee nel Carso o combattenti nei campi di battaglia dell'Africa, della Grecia e della Russia.
I periodi ai quali si riferiscono la gran parte di reperti sono quelli riferibili alla Prima Guerra, all'epoca fascista e al secondo conflitto mondiale, ma non mancano riferimenti alla più recente guerra in Vietnam. Molti i costumi e le divise militari che, corredate di ogni tipo di fregio e distintivo, impreziosiscono la mostra.
I Luoghi di Montalbano


I luoghi di Montalbano


Di questo borgo si hanno notizie fin dall'epoca bizantina. Chiamata dagli Arabi “Ayn al-Qasab”, nel corso dei secoli fu chiamata in differenti nomi quali “Ra’s Karama”, “Capo Scaramia”, fino ad arrivare al più recente “Capo Scalambri”, nomenclatura ancora visibile in alcune carte nautiche, da cui poi deriva il nome della Torre Scalambri... continua
Mare cristallino e spiagge dorate



Marina di Ragusa, anticamente conosciuta come Mazzarelli, dall'arabo "Marsa A'Rillah" ovvero "piccolo approdo", ha origini antichissime, e il vero sviluppo per Mazzarelli iniziò verso il 1870 quando a Ragusa si aprirono le prime miniere di asfalto... continua

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Marina di Modica è soprattutto un luogo di villeggiatura estiva, specialmente per i modicani che qui hanno la seconda casa, dove si trasferiscono nei mesi estivi. I numerosi locali e negozi rimangono in larga parte chiusi durante i mesi invernali e il villaggio si spopola... continua

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Da diversi anni, una forte politica di rivalutazione del turismo ha portato Pozzallo ai vertici nazionali per qualità delle acque, servizi, strutture e ricettività, sforzo riconosciuto anche dall'assegnazione della Bandiera Blu, prestigioso riconoscimento della FEE, ottenuto nel... continua

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Viaggiando sulla litoranea provinciale, tra Donnalucata e Sampieri, mi sono trovato ad attraversare una spiaggia bellissima e affollata già nel mese di giugno, Cava d'Aliga, un piccolo paesino proprio sul mare, un piccolo borgo pittoresco affacciato su un mare sempre cristallino e azzurro... continua

U malatu ca' pigghia, nun mori (Il malato che prende (cibo), non muore)
Anche se si è ammalati gravemente, fino a che il fisico sente il bisogno di alimentarsi, non c'è da temere la morte!
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