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La città di Militello in Val di Catania

Benvenuti a Militello Val di Catania
Cosa vedere a Militello in Val di Catania
Nella parte settentrionale dei Monti Iblei si trova un'incantevole cittadina barocca abitata sin dall'antichità, tanto che le aree archeologiche in prossimità del centro abitato testimoniano la frequentazione del territorio lungo un arco temporale che va dall'età del rame e del bronzo all'età del ferro, dal priodo classico ed ellenistico a quello bizantino e arabo. Il nome di questa cittadina è Militello in Val di Catania che, con i suoi quasi 8.000 abitanti e un patrimonio monumentale davvero notevole, gli consente di far parte del Val di Noto, Patrimonio Mondiale dell'Umanità.

Tra i monumenti più importanti presenti a Militello spicca, in Piazza Municipio l'ex Abazia di S. Benedetto, fondata nei primi anni del XVII secolo. Nella stessa piazza si può ammirare il settecentesco palazzo Baldanza-Denaro, mentre nella Via Umberto I la Chiesa Madre di San Nicolò - SS.Salvatore, del XVIII secolo (oggi Patrimonio Mondiale dell'UNESCO).

Da visitare inoltre il palazzo Liggieri, la statua della Madonna della Catena e l'omonima chiesa seicentesca, la Chiesa del SS.Sacramento al Circolo, con l'ampio prospetto concavo della metà del Settecento, i settecenteschi palazzi Niceforo e Baldanza, la Chiesa di S.Maria della Stella, il Palazzo Majorana della Nicchiara, la Chiesa di San Sebastiano, del 1704, la Chiesa di San Giovanni Battista e la Chiesa dei SS.Angeli Custodi, con il bellissimo pavimento in ceramica del 1785.

Non perdete di visitare il Castello Barresi-Branciforte, nel quale predomina la seicentesca fontana della Ninfa Zizza, e la Chiesa di S. Maria la Vetere, con il portale del 1506 attribuito ad Antonello Gagini.

La Chiesa di Sant'Antonio di Padova, con lo straordinario campanile del 1719 e la cinquecentesca cappella quadrangolare del Santo Sepolcro, costituisce un qualcosa di unico nel panorama architettonico siciliano di quell'epoca.

Alla lista delle chiese e dei palazzi più importanti si devono aggiungere infine i tanti edifici caratterizzati da decorazioni barocche nelle mensole e nei timpani dei balconi, nelle facciate e nei portoni, che rendono Militello una meta per gli studiosi e gli appassionati dell'arte.

Abcsicilia vi consiglia di visitare questo posto incantevole per trascorrere una intera giornata immersi nell'arte, nella cultura e nella storia. Sotto trovate alcune strutture ricettive dove dormire, mangiare a Militello in Val di Catania


Alcune immagini della città di Militello in Val di Catania
© Foto di Giuseppe Cianci per abcsicilia.com
Ambelia: da tenuta del principe a scuderia dell'Esercito
Ambelia è un'antica tenuta situata nel territorio del comune di Militello in Val di Catania, centro Unesco per il suo barocco. Con un'estensione di circa 45 ettari oggi la Tenuta Ambelia è di proprietà della Regione Sicilia ma nel Medioevo ha appartenuto ai feudatari di Militello, i Barresi prima, quando la tenuta aveva il nome di Vignazza, e i Branciforte dopo che gli cambiarono il nome nell'attuale Ambelia. Fu proprio il principe Francesco Branciforte che, dopo avergli cambiato il nome, volle costruirvi al centro di quella immensa tenuta una "Casina", sobria ma capiente, per potervi trascorrere alcuni periodi dell'anno assieme alla moglie Giovanna d'Austria, nipote dell'Imperatore Carlo V. I Branciforte ospitarono per lungo tempo nella tenuta i frati benedettini di Santa Maria di Novaluce ai quali Ambelia passò nel '700, dopo l'Unità d'Italia però, con la soppressione dei beni ecclesiastici, la tenuta venne espropriata dallo Stato e assegnata al Ministero della Guerra che la trasformò in una Stazione di monta del Regio Deposito Cavalli Stalloni dell'Esercito.
Ambelia: il passaggio dallo Stato alla Regione Sicilia
Nel secondo Dopoguerra Ambelia venne ceduta dallo Stato alla Regione Siciliana che ne ha mantenuto la destinazione d'uso, affidandone la gestione all'Istituto per l'incremento ippico. Nelle scuderie di Ambelia sono ospitati i cavalli della razza purosangue orientale, nei quali si può individuare l'espressione più tipica del "cavallo siciliano", la cui identità è certificata sin dal 1875. Non mancano, inoltre, esemplari del cavallo Sanfratellano, dell'asino Ragusano e dell'asino di Pantelleria, razze autoctone protette. Nei primi mesi del 2019, la tenuta è stata sottoposta ad un radicale restauro voluto dalla giunta regionale di Nello Musumeci, così la casa San Fratello, la Casina del Principe, le Scuderie romane, i percorsi e i campi di gara, che in passato le alluvioni e anche un incendio ridotto in stato di abbandono, hanno riacquistato la dignità e la bellezza di un tempo. Il tutto anche per permettervi l'inaugurazione della Fiera Mediterranea del Cavallo tenutasi dal 10 al 12 maggio 2019 alla Tenuta Ambelia con grande partecipazione di pubblico.
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