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Suor Felicia Enriquez de Cabrera, è lei il fantasma che si aggira per le stanze del castello di Caccamo

Pubblicato da in Bellezze della Sicilia ·

Il Castello di Caccamo

Suor Felicia Enriquez de Cabrera, al secolo Anna Enriquez de Cabrera, fu una pia caccamese, nata a Caccamo il 22 febbraio 1580, battezzata al Duomo e morta in fama di santità.

Era figlia di Don Ferdinando Enriquez, figlio naturale di Don Luigi II, conte di Modica e di Caccamo, e di Orsola, donzella palermitana.

Fece i primi passi in casa di Don Luigi Strada, Governatore di Caccamo, la cui moglie, Girolama, l'ebbe affidata per crescerla nella via della virtù e del bene.

Alla sola età di quattordici anni si fece monaca del Monastero di San Benedetto, dove entrò il 25 aprile del 1594. Ebbe come maestra Suor Benigna Stanfa, caccamese, vero modello di perfezione ascetica.

Tanto lo Strada che i procuratori del Conte desideravano che Anna divenisse Monaca di qualche altro Monastero più ricco e insigne, ma la giovane preferì quello di Caccamo al quale si era molto affezionata.

Fu Prioressa e Abbadessa del Monastero di San Benedetto, esempio di virtù e correttezza per le altre monache. Mortificò continuamente il suo corpo, mostrandosi in viso sempre lieta e serena.

Ogni giorno, oltre l'Ufficio Divino, recitava cento Ave all'Immacolata, trentatré Pater alla corona del Salvatore e cento volte al giorno visitava la SS. Eucaristia.

Una terribile malattia al palato superiore, duratale per circa dodici anni e dalla quale pareva assolutamente che non dovesse uscirne, la tormentava in continuazione. Fu così che svelò tutto al proprio confessore, Don Bartolomeo D'Amico, che le consigliò di affidarsi alla protezione di San Luigi Gonzaga. In seguito a ciò, le apparve la Madonna, in mezzo a San Luigi e a San Vincenzo Ferreri, la Quale, toccatale dolcemente la guancia con una mano, immediatamente la guariva.

Da allora e fino alla soppressione del Monastero, avvenuta nel 1866, ardeva in quella cella una lampada alla Santissima Vergine per ricordare il Miracolo. Simili ed altre grazie ottennero molte persone, ungendosi con l'olio della lampada.



Suor Felicia morì all'età di trentacinque anni il 28 aprile 1615 e venne sepolta nello stesso Monastero, al lato destro dell'Altare Maggiore.




Nella Chiesa della Badia in Caccamo (Palermo) si venera la Madonna del Dormitorio la cui memoria si festeggia il 29 novembre.


Questa è la storia, esistono dei documenti a dimostrazione di quanto scritto fin qui. Poi ci sono le leggende: una di queste narra di un fantasma che si aggira tra le mura del Maniero di Caccamo ed è legato alla storia di una giovane monaca la cui leggenda narra che la giovane figlia di uno dei signori del castello si fosse innamorata di un uomo, disapprovato dal padre.

Per quanto ricambiato, questo amore non era destinato a diventare realtà, avendo il padre ordinato l'uccisione dell'uomo e la clausura in convento della figlia. La giovane morì in convento per la disperazione subito dopo l'assassinio del suo amante.

Da allora pare che nelle notti di luna piena il fantasma della monaca si aggiri per il Castello di Caccamo, stringendo in mano un melograno. Secondo la leggenda popolare, chiunque riuscirà a mangiare tutti i chicchi del frutto, senza toccarli con le mani e senza farne cadere nessuno, troverà un'immensa fortuna ma, in caso contrario, quest'ultimo sarà destinato a vagare per l'eternità insieme alla suora.



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