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Il Castello di Aci

Benvenuti al Castello di Aci
Il Castello di Aci
Ad Aci Castello, nella Riviera dei Ciclopi, sorge un Castello ricco di misteri. A pochi passi dal Castello, enormi scogli emergono dal mare e la leggenda narra che fu il gigante Polifemo, accecato da Ulisse, a scagliarli contro la nave del re di Itaca in fuga. Il Castello di Aci, distante pochi chilometri da Catania, è famoso per la rupe basaltica in cima alla quale sorge. Il promontorio basaltico dove il Castello sorge, un tempo era separato dalla terra ferma da un braccio di mare, che fu completamente colmato dalla lava durante l'eruzione del 1169.
La composizione di questa roccia sulla quale sorge la fortezza è estremamente rara tanto da esisterne solo pochi altri esempi al mondo. Sembra che si sia originata da un'eruzione vulcanica basaltica marina di oltre 500.000 anni fa. La particolare forma e struttura di questa roccia è dovuta alla presenza di sabbia e argilla nel fondale ma soprattutto dal raffreddamento veloce del magma a causa del contatto con le acque fredde del mare.
In epoca greca prima e in quella romana poi, la fortificazione sulla quale sorge il Castello fu utilizzata per il controllo del mare e del passaggio delle navi dirette verso lo stretto di Messina. Tanto viene fuori anche dai rinvenimenti archeologici, soprattutto quelli sottomarini, esposti nel Museo Civico presente oggi nella fortezza.



Molte sono le leggende legate a questa fortezza, riguardo all'esistenza di fantasmi che si aggirano tra le mura delle tetre prigioni, dopo la mezzanotte. D'altronde, la storia stessa scrive di morti in battaglia e di prigionieri torturati e fatti morire di fame nei sotterranei della fortezza. Persino il custode del Castello, ormai defunto, parlò di soldati a spasso nei locali del Museo Civico.
Un'altra leggenda, invece, parla di un povero cacciatore che, venendo un giorno a cacciare nelle vicinanze del Castello, uccise per errore una gazza di proprietà del governatore, un uomo crudelissimo. Questi, fece arrestare il cacciatore e lo fece rinchiudere nelle prigioni del Castello, dove rimase per ben tredici anni. Un giorno il cacciatore, scoperto l'arrivo del Duca Massa, proprietario del Castello, compose un canto in suo onore. Quando il Duca lo udì, volle conoscere l'autore e, venuto a conoscenza della triste storia, ordinò subito la sua scarcerazione.
Ma tornando ai fantasmi, c'è chi racconta anche che, in tempi recenti, due impiegate del Comune, al termine di una manifestazione tenutasi al Castello, a tarda sera, si erano intrattenute per le pulizie e la sistemazione delle stanze del maniero. Ad un certo punto, l'orologio appeso al muro segnava le tre, quando in quel silenzio assoluto le due donne sentìrono un rumore stridente, come lo sbattere di catene, si guardarono in faccia impaurite e poi di corsa giù per le scale per guadagnare la via d'uscita dal Castello.
Noi di abcsicilia.com abbiamo voluto riprendere dall'interno il Castello, ma ovviamente, nell'orario di visite, in pieno giorno, non abbiamo incontrato fantasmi.




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"Oggi per caso mi trovavo tra le mani una mia foto da piccolo e così mi son tornate in mente tante cose:
il mio carattere ribelle, le mie voglie insaziabili di libertà e di conoscenza ma anche quello spirito di osservazione che ancora oggi non mi abbandona. Sarò cresciuto male o forse bene, chissà, ma di una cosa sono certo: non ho mai preteso nulla da nessuno ed ho sempre detto "Grazie" quando ho ricevuto qualcosa, perchè sapevo che nulla mi era dovuto. Molte volte ho sbagliato, lo ammetto, ma ho sempre chiesto "Scusa" perchè ho sempre saputo di non essere onnipotente e quindi di essere capace di sbagliare come ogni uomo sulla terra. Mi sono però sempre preoccupato di non ferire mai nessuno, avendo cura di portare "rispetto" a tutti, anche se negli anni ho constatato che non sempre gli altri sono così attenti da non ferire il prossimo!!!"
© Giuseppe Cianci



 
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