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Benvenuti ad Ispica

Benvenuti a Ispica
Cosa vedere a Ispica
Ispica è un comune della provincia di Ragusa con poco più di 15.000 abitanti e confina con i comuni di Modica, Pozzallo, Pachino e Rosolini. Dista dal mare appena 6 Km. Molti i monumenti che si possono ammirare in questa cittadina: la Basilica di Santa Maria Maggiore, la Chiesa Madre di San Bartolomeo, la Chiesa Madonna del Carmelo ed il Palazzo Bruno di Belmonte, sede del Comune di Ispica e palazzo in stile Liberty tra i più prestigiosi della Sicilia. A proposito del Palazzo Bruno di Belmonte, il 19 dicembre 2015 è stato restituito alla città il giardino di questo palazzo, un elemento architettonico armonicamente fuso col Palazzo, che finalmente torna agli albori grazie all'amore per Ispica da parte di abitanti e amministratori. Arricchito di piante rare e di arcate rivestite di agrumi rampicanti, il giardino costituirà un'ulteriore attrazione per i turisti che sempre più numerosi visitano il capolavoro del famoso architetto Ernesto Basile.
Ispica attira molti forestieri in occasione delle feste religiose: la Settimana Santa con la rievocazione della via Crucis, la processione del Venerdì Santo e la Domenica di Pasqua con il Cristo risorto che incontra la Madonna tra voli di colombe e mortaretti, e il Presepe vivente in occasione del Natale. Molte anche le sagre: quella della carota a maggio, carota di Ispica che dal 2010 ha il marchio IGP, e ancora la "sagra 'ra tunnina", la sagra delle cozze, la sagra del gelato, la festa dell'uva.
Ispica si affaccia sulla costa con le sue frazioni di Marina di Marza e di Santa Maria del Focallo che rappresentano la Marina di Ispica, con lunghe spiagge di sabbia dorata e mare cristallino, spesso premiate dalla FEE con la Bandiera Blu. Sempre sulla costa del territorio di Ispica si trova anche Punta Cirica, una piccola spiaggia con grotte naturali e alcuni faraglioni, insomma un angolo di paradiso. Il Presepe vivente di Ispica rappresenta una tappa importante per il Natale Ibleo e per molti visitatori di tutta la Sicilia. Realizzato nel magnifico scenario della zona archeologica di Ispica il Presepe, ogni anno, divulga la sua magia a più di trenta mila visitatori provenienti da varie città della regione, affermandosi così come il Presepe più visitato della Sicilia.
Sotto trovate alcune strutture turistico ricettive dove soggiornare a Ispica, dove dormire, mangiare o divertirsi a Ispica e dintorni in provincia di Ragusa.


Palazzo Bruno di Belmonte
©Giuseppe Cianci
La Festa della Patena a Ispica - 5 marzo 2019


Il martedì che precede l'inizio della Quaresima e chiude i festeggiamenti del Carnevale, a Ispica, si tiene la Festa della "Patena" molto sentita dai fedeli. La Festa della Patena ha origine nell'antico calendario liturgico siciliano, che celebrava il ricordo della Flagellazione di Gesù il martedì precedente le Ceneri. La Patena è la preziosa aureola del Cristo alla Colonna, al cui interno è incastonata una reliquia della Croce in cui venne crocifisso Gesù Cristo. Questa reliquia si conserva nella Chiesa di Santa Maria Maggiore da circa tre secoli, da quando venne donata a don Maurizio Statella da frate Giovan Battista da Milano.
La Patena venne certificata autentica dalla curia vescovile di Siracusa, il 22 luglio 1624, su autorizzazione di Papa Innocenzo X. Quando il terribile terremoto del 1693 rase al suolo l'antica Spaccaforno, il marchese Statella, miracolosamente salvatosi, volle donare la reliquia alla Chiesa di Santa Maria Maggiore.



Il video con alcune immagini della Festa della Patena a Ispica tenutasi il 5 marzo 2019



Alcune immagini della città di Ispica
© Foto di Giuseppe Cianci per abcsicilia.com
Palazzo Bruno di Belmonte
© Giuseppe Cianci
Ispica com'era...
Palazzo Bruno di Belmonte in costruzione. Costruito a partire dal 1906 su progetto di Ernesto Basile, tra i maggiori architetti liberty d'Europa. Scrive il Portoghesi che il palazzo "con la sua arcaica identità di un vero e proprio castello, spicca nel paesaggio urbano e sembra rappresentare la contraddittorietà della sua terra, divisa tra il torpore di un persistente medioevo e la volontà di superare nella cultura, nell´intelligenza e nei legami con il continente la condizione insulare e la sua intramontabile arcaicità".
Via Borghi
Via Scivoletto
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Tri sunu i cosi ca piacinu: i sordi, a munita e i rinari (Tre sono le cose che piacciono: i soldi, la moneta e i danari)
Di primo acchito sembrerebbe trattarsi di tre diverse fonti di piacere, invece, si esalta solo e solamente il dio danaro, con differenti appellativi (...ma sfacciatamente sinonimi)!




 
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