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La città di Randazzo

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Benvenuti a Randazzo
La città di Randazzo
Randazzo sorge sul versante nord occidentale dell'Etna, a 754 metri sul livello del mare, sull'ultimo ciglione lavico di una colata preistorica, erosa dalle acque del fiume Alcantara che gli scorre ai piedi. Randazzo può essere considerata una meta turistica per chi volesse visitare diversi posti delle città di Catania (65 km), Messina (75 km) ed Enna (circa 100 km). Da Randazzo inoltre è raggiungibile la costa jonica attraverso lo sbocco sulla litoranea di Fiumefreddo di Sicilia, da cui dista circa 30 km e la costa tirrenica attraverso lo sbocco sulla litoranea di Capo d'Orlando, da cui dista circa 60 km. Centro agricolo e turistico alle falde dell'Etna, di antiche origini e dall'aspetto medievale, assunse importanza dopo la guerra del Vespro quando alla normanna Chiesa di Santa Maria se ne aggiunsero altre due, ciascuna con il proprio vescovo. Fu città roccaforte dei re normanni e aragonesi che la dichiararono demanio regio. Nel 1305 fu eletta a propria dimora da Federico II d'Aragona. Oggi conserva la Cattedrale di Santa Maria, pregevole esempio di stile normanno-svevo del XIII sec. ricca di affreschi e marmi pregiati, oltre che di un inestimabile tesoro composto da ori, argenti e smalti. A ferragosto si svolge una caratteristica processione con la tradizionale "Vara", carro di eccezionale interesse folkloristico del periodo rinascimentale, animato da personaggi viventi, alto venti metri. Sotto trovate alcune strutture turistico-ricettive dove soggiornare a Randazzo, dove dormire, mangiare o divertirsi a Randazzo e dintorni in provincia di Catania nel Parco dell'Etna, nel Parco Fluviale dell'Alcantara e nel Parco dei Nebrodi visto che il territorio di Randazzo si distribuisce in tutti e tre i parchi, tanto da definirla la città dei tre parchi. Questa particolare peculiarità le conferisce una prerogativa unica: quella di poter spaziare fra contenuti ambientali e naturalistici veramente affascinanti. Ogni suggestivo angolo di Randazzo, infatti, offre vedute diverse, panorami imponenti e unici che riservano emozioni da provare. A Randazzo è possibile scoprore tracce della sua antica civiltà e i segni del suo splendido passato medievale. Randazzo è custode del Museo Vagliasindi dove è possibile ammirare ceramiche e monete del periodo preistorico, greco e bizantino. Inoltre, per gli appassionati di scienza, è impossibile disdegnare il Museo Civico delle Scienze naturali con le sue collezioni di ornitologia e naturalistica.




Cinta muraria, torri e porte a Randazzo
La città di Randazzo era circondata un tempo da una cinta muraria lunga circa tre chilometri, molto probabilmente di epoca sveva, con otto torri e dodici porte, anche se ormai soltanto alcuni tratti sono visibili oggi. Ciò che resta oggi è il Castello, ossia una delle otto torri, e quattro porte: Porta Aragonese, Porta San Martino, Porta San Giuseppe e Porta Pugliese. Queste ultime due sono delle Postierle, mentre Porta Aragonese si trova lungo il tratto più lungo della cinta muraria superstite e deve il suo nome al fatto che Re Pietro d'Aragona, in occasione del suo restauro, vi fece apporre, accanto allo stemma della città di Randazzo, il proprio e quello della moglie Costanza, ancora oggi visibili. Porta San Martino, invece, si trova in un breve tratto residuo di cinta muraria ed è chiamata anche Porta Palermo, o Porta San Cristoforo, per via dell'immagine del Santo che un tempo vi era affrescata, poi scomparsa, ma sostituita nel 1983 da una composizione in ceramica policroma del professor Nunzio Trazzera.
Ultima delle otto torri della cinta muraria di Randazzo, fu denominata il Maschio per la sua importanza nell'opra di difesa della città. Il Giustiziere del Valdemone, nel XIII secolo, trasformò i sotterranei in camere di tortura per i prigionieri e i condannati a morte. Oggi, restaurato, è sede della collezione archeologica Vagliasindi.


Alcune immagini della Città di Randazzo
© Foto di Giuseppe Cianci per abcsicilia.com
Un ghiacciaio perenne nel territorio di Randazzo
IL GHIACCIAIO PERENNE PIÙ A SUD D'EUROPA

La Sicilia è un magico micro mondo anche in termini meteorologici e geologici. Sull'Etna a quota 2030 metri, all'interno dell'area comunale di Randazzo, esiste dal lontano 1614, anno in cui un crollo creo la cavità, una particolare insenatura chiamata la Grotta del Gelo.
In antichità i pastori che non comprendevano l'eccezionale importanza del luogo si inerpicavano con le loro pecore tra i sassi e sfruttavano ghiacci e nevi fresche per abbeverare le loro bestiole. Oggi invece, escursionisti e turisti, nonché esperti e scienziati, la visitano con caschetti e tute particolari consapevoli di trovarsi nel ghiacciaio esposto più a sud del continente europeo.
D'estate la grotta è facilmente accessibile, nonostante occorrano 5 ore di camminata a piedi per raggiungerla, invece d'inverno rimane coperta interamente dalla neve. Anche nei periodi più caldi al suo interno la temperatura non sale mai sopra i -6° C, un vero record per l'isola siciliana, sferzata da venti caldi che talvolta le fanno toccare anche i 45°C.
Profonda 125 metri è visitabile in compagnia di guide esperte.
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Tri sunu i cosi ca piacinu: i sordi, a munita e i rinari (Tre sono le cose che piacciono: i soldi, la moneta e i danari)
Di primo acchito sembrerebbe trattarsi di tre diverse fonti di piacere, invece, si esalta solo e solamente il dio danaro, con differenti appellativi (...ma sfacciatamente sinonimi)!




 
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